Arci Jesi-Fabriano


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Più cultura è meno paura: iscriviti all’ARCI

La paura domina il nostro tempo e lo rende cupo. Nasconde la realtà. Ti schiaccia sul presente e ti rende immobile. Ti convince che niente può cambiare. Ti rende più povero e più solo. Chi la usa vuole decidere per te. La paura è un macigno sulla società e sulla vita delle persone. Ma sottrarsi è possibile. E la cultura è uno strumento formidabile per farlo. La cultura distingue le verità dalle bugie. Infonde fiducia e dissipa l’odio. Coltiva le passioni e promuove il confronto. Diffonde uguaglianza e curiosità. Illumina le città e anima i quartieri. Produce benessere e crea occupazione. Rafforza la democrazia e alimenta la partecipazione. Immagina il futuro, anche l’impossibile, e trasforma la società. Conoscenza, ricerca, istruzione pubblica, libri, teatro, musica, cinema, arte, creatività sono risorse fondamentali per liberarsi delle paure. La loro forza cresce se vivono in luoghi e spazi fisici, dove ci si incontra e si produce collaborazione, condivisione, immaginazione e libertà, confronto e spirito critico. L’Arci, i suoi circoli e associazioni, le case del popolo, rappresentano una rete viva e diffusa che oggi più di ieri si mette a disposizione per costruire una risposta diversa a chi propone un mondo fatto di muri e solitudini. Spazi e luoghi dove ci si incontra e si produce collaborazione e condivisione, immaginazione e libertà, si alimenta confronto e spirito critico. Nei nostri circoli nascono e si realizzano, insieme, socialità, ricreazione, solidarietà e cultura. Libri, teatro, musica, cinema, arte, creatività, saperi, conoscenza per divertirsi e impegnarsi. Per riconoscere e comprendere ragioni e profondità delle paure. Per emanciparsi dalle paure.

Iscriviti all’ARCI. Insieme possiamo costruire questa riscossa necessaria e ambiziosa.

Più cultura è meno paura.

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Dal 7 al 10 giugno il XVII Congresso nazionale dell’Arci

Agire contro le paure per liberarsene

L’Arci nell’Italia che cambia

Il programma del XVII Congresso nazionale – Pescara, 7/10 giugno 2018

Un milione di soci e socie, 4401 circoli17 comitati regionali105 comitati provinciali: sono questi i numeri dell’Arci, la più grande associazione culturale italiana di promozione sociale che terrà il suo XVII Congresso nazionale dal 7 al 10 giugno a Pescara.

Dal 1957, anno della sua fondazione, l’associazione, radicata su tutto il territorio nazionale, è impegnata sui temi della cultura, della formazione, della pace, dei diritti, dell’accoglienza, del welfare, della legalità democratica, del tempo liberato.

“Agire contro le paure per liberarsene” è il tema centrale di questo appuntamento, nella convinzione che per esorcizzare la solitudine e le paure che caratterizzano questo nostro tempo carico di difficoltà e incertezze, segnato da una profonda crisi sociale, culturale e democratica, siano indispensabili più cultura e solidarietà.

Sono 530 i delegati e le delegate chiamati a portare il loro contributo nei quattro giorni del congresso, ma tante e tanti sono anche gli/le ospiti esterni/e che parteciperanno alla nostra assise.

Giovedì 7 alle 15 i lavori saranno aperti dal presidente di Arci Pescara Valerio Antonio Tiberio. Seguiranno, tra gli altri, i saluti del sindaco di Pescara Marco Alessandrini e del Vicepresidente della Regione Abruzzo Giovanni Lolli.

Alle 16 è prevista la relazione della Presidente nazionale Arci Francesca Chiavacci e dalle 17 gli interventi di Carla Nespolo, presidente nazionale Anpi e dell’ambasciatrice dello stato di Palestina Mai Alkaila, che aprirà l’approfondimento dedicato ai popoli che lottano per l’indipendenza e i diritti, con la partecipazione di Ozlem Tanrikulu (Presidente Uiki – Ufficio di informazione del Kurdistan in Italia), Fatima Mahfud (Fronte Polisario) e Yaya Traorè, rifugiato maliano.

Ci sarà inoltre una Tavola rotonda con i presidente della associazioni che fanno parte della Federazione Arci e l’intervento del Presidente di Avviso Pubblico Roberto Montà.

Chiuderà la giornata una serata di musica brasiliana dedicata all’ex presidente Lula, con l’intervento di Clarice Coppetti, militante del PT e del Comitato italiano Lula Livree.

Venerdì 8, oltre ai delegati, interverranno in mattinata Roberto Gatti (Proactiva Open Arms) e Carlo Greppi (associazione Deina).

Nel pomeriggio gli ospiti esterni saranno JanRobert Suisser (Vicepresidente Forum Civico Europeo), Luigi Manconi (direttore Unar), Marta Lempart (esponente Sciopero delle donne polacche), Raffaella Palladino (Donne in rete contro la violenza), Giammarco Manfreda (Udu e Rete degli studenti), Ugo Biggeri(Presidente Banca Etica), Leonardo Fiorentini (Forum droghe).

Sabato 9, in mattinata gli ospiti esterni che interverranno sono Claudia Fiaschi(Portavoce Forum nazionale Terzo Settore), Chiara Saraceno (sociologa), Don Luigi Ciotti (Presidente di Libera), Susanna Camusso (Segretaria generale Cgil), Marwa Mahmoud (#italianisenzacittadinanza).

Nel pomeriggio gli ospiti saranno Max Collini (Offlaga Disco Pax), Leonard Mazzone (Rete imprese recuperate), Leonardo Bianchi (giornalista e blogger), Maurizio Martina (reggente PD), Nicola Fratoianni (Segretario nazionale SI), Rudra Bianzino, Giacomo Cossu (Portavoce nazionale Rete della Conoscenza), Lorenzo Cinatti (Scuola di musica di Fiesole), Conny Reuter (Segretario generale Solidar), Stefano Cristante (docente Università del Salento).

Domenica, infine, a chiusura dei lavori, i delegati saranno chiamati a votare i documenti congressuali e gli organismi dirigenti.

Info: www.arci.it

 


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Comunicato stampa, 2 Febbraio 2018

Forte perplessità delle associazioni sulle posizioni dell’amministrazione comunale rispetto all’appello “mai più fascismi”

Comunicato stampa, Venerdì 02 Febbraio 2018

Le Associazioni Arci comitato Jesi Fabriano, Libera presidio di Jesi, Anpi sezione di Jesi, CGIL , CISL, Coordinamento Democrazia Costituzionale S. Rodotà di Jesi, tutte firmatarie insieme ad altri a livello nazionale dell’Appello “Mai più fascismi” lanciato il 3 Gennaio 2018 e rivolto a tutte le Istituzioni Democratiche, intendono dimostrare la loro distanza dalle posizioni prese dall’Amministrazione Comunale di Jesi durante il Consiglio Comunale del 30 Gennaio 2018 in seguito alla mozione presentata da Jesi in Comune – Laboratorio Sinistra quale richiesta di adesione dell’Amministrazione Comunale a questo nostro appello.

La scelta dell’Amministrazione Comunale di non aderire all’Appello ci ha lasciati molto perplessi.

Non condividiamo l’idea che la difesa dei valori costituzionali possa essere considerata di parte né tanto meno che possa essere stigmatizzata come operazione da campagna elettorale.

Crediamo che inoltre il tentativo di equiparare i temi del nazifascismo ad altri regimi totalitari non solo non sia corretto, e meriti comunque un approfondimento reale e non sbrigativo, ma porti soprattutto a sottovalutare il pericolo reale oggi esistente nel nostro paese, come sottolineato bene nell’appello:

«Attenzione: qui ed ora c’è una minaccia per la democrazia. Si stanno moltiplicando nel nostro Paese sotto varie sigle organizzazioni neofasciste o neonaziste presenti in modo crescente nella realtà sociale e sul web. Esse diffondono i virus della violenza, della discriminazione, dell’odio verso chi bollano come diverso, del razzismo e della xenofobia, a ottant’anni da uno dei provvedimenti più odiosi del fascismo: la promulgazione delle leggi razziali.»

Sottovalutare questo rischio significa lasciare sempre più spazio a tutte quelle forze che mirano annullare il nostro passato, la storia del nostro Paese ed i valori racchiusi nella Costituzione e che stanno alla base della nostra democrazia.

Invitiamo l’Amministrazione Comunale e le forze politiche che la sostengono ad una più chiara presa di posizione sui pericoli oggi realmente esistenti e sulle implicazioni che possono avere anche nella convivenza sociale e civile della nostra città, che vanta invece una tradizione di antifascismo, democrazia e accoglienza.

 

ARCI comitato Jesi Fabriano

LIBERA presidio di Jesi

ANPI sezione di Jesi

CGIL

CISL

Coordinamento Democrazia Costituzionale S. Rodotà di Jesi


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Arci Jesi-Fabriano organizza il weekend del tesseramento per festeggiare i 60 anni dell’Arci

È iniziato il nuovo tesseramento Arci 2017/2018, valido per il periodo ottobre 2017-settembre 2018: chiunque può andare al più vicino circolo a chiedere informazioni e prenotare la propria tessera.

Quest’anno, poi, l’associazione celebra un importante anniversario: l’Arci infatti ha compiuto 60 anni, essendo stata fondata a Firenze nel maggio del 1957.

Il Comitato Territoriale Arci Jesi-Fabriano, per festeggiare questa ricorrenza, ha organizzato in alcuni dei circoli affiliati un’iniziativa che si svolgerà nel prossimo fine settimana dal 20 al 22 ottobre, con tanti eventi diversi in un’unica cornice. Proprio come è nello spirito dell’Arci (Associazione Ricreativa Culturale Italiana), che tiene insieme cultura, impegno sociale e divertimento, tutto nel nome della partecipazione.

Il programma completo su http://www.jesiattiva.org

Per info: jesi@arci.it / tel. 0731209294


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L’Arci celebra con una performance la Giornata del Migrante

logonewsIn occasione della giornata internazionale del migrante (18 dicembre), il gruppo Arci Voce del Comitato Arci Jesi-Fabriano, in collaborazione con la Casa delle Culture di Jesi, si è esibito in una performance di reading teatralizzato.

Da un’idea di Lucia Lucarini – referente per l’immigrazione del Comitato Arci di Jesi – e a cura di Maria Grazia Tiberi, i componenti del collaudato e affiatato gruppo ArciVoce – del quale proprio Maria Grazia è coach – hanno dato vita a momenti intensi durante i quali si sono letti testi basati su: storie vere di donne richiedenti asilo, un frammento tratto dalle Memorie di Adriano, di Marguerite Yourcenar e la lettera di Peppino Spadaro, siciliano emigrato a suo tempo in America.

Hanno trovato spazio ed emozionato il pubblico presente anche una canzone, in francese, una poesia, in italiano, e un racconto, in inglese, scritti e interpretati da di 3 ragazzi rifugiati che si trovano a Jesi.

Ad accompagnare le parole, le percussioni, tra cui il balafon, di Andrea Ascione, il quale con i suoi ritmi è riuscito a evocare quelle profonde emozioni che hanno contribuito a unire ancora di più pubblico e interpreti.

Con questa rappresentazione si è voluto  porre l’attenzione sul fatto che siamo tutti migranti: per studio, per lavoro, per amore, per forza, dal nord al sud, dall’est all’ovest, dalla campagna alla città.

Le migrazioni sono insite nella natura umana e sono ciò che per secoli ha permesso di evolverci.

– (Jesi Attiva)


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COMUNICATO

«L’ARCI Marche esprime il proprio sgomento e dolore per la morte di Emmanuel Chidi Namdi, richiedente asilo nigeriano di 36 anni, ammazzato di botte da due cosiddetti “cittadini italiani”, noti da tempo alle forze dell’ordine come ultras ed elementi della “destra” fascista.

Il pretesto dell’aggressore per scatenare la violenza, è stata la replica di Emmanuel ad insulti razzisti nei confronti di sua moglie Chinyery. Fuggita con lui da Boko Haram nel settembre scorso, Chinyery ha deciso di donare gli organi di Emmanuel, una risposta generosa che non si è potuta compiere per la mancanza dei documenti necessari. Emmanuel e Chinyery erano rifugiati ospiti presso il seminario arcivescovile di Fermo.

Un crimine d’odio che ricorda quanto accaduto a Firenze nel dicembre 2011, quando Gianluca Casseri, 50enne con frequentazioni nella destra fascista, uccise a colpi di pistola i due senegalesi Samb Modou e Diop Mor.

Le aggressioni e le discriminazioni, sia fisiche che verbali, che nel nostro paese sono all’ordine del giorno, devono finire. Chi fugge da guerre e disperazione ha diritto ad essere accolto e a costruirsi un futuro migliore. Di sicuro non può venire a trovare la morte.

Emmanuel e Chimiary sono nostri fratelli e compagni, vittime delle persecuzioni e delle guerre civili nel loro paese, vittime della violenza fascista e razzista in Italia.

ARCI Marche aderisce alla manifestazione contro il razzismo indetta dai sindacati per martedì 12 a Fermo e si rende disponibile ad aprire un dialogo e confronto a tutto campo con tutte le associazioni, organizzazione e istituzioni per mettere in campo tutte le iniziative utili a superare questa involuzione della convivenza civile.»

Tullio Bugari, referente Area sociale ARCI Marche


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Venerdì 20 maggio all’Arci il primo incontro della campagna referendaria per il No alla riforma costituzionale

Anche a Jesi è presente ed operativo il Comitato per il No al referendum sulla riforma costituzionale e per l’abrogazione della legge elettorale Italicum, di cui fa parte anche l’Arci.

Venerdì, 20 maggio, alle ore 21 presso la sede di Arci Jesi-Fabriano (piazza Federico II 4/a), avrà luogo la prima di una serie di iniziative nell’ambito della campagna referendaria. Nel primo incontro di venerdì un docente di diritto illustrerà, anche attraverso delle slide, gli aspetti tecnici della riforma costituzionale e i suoi effetti concreti.

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