Arci Jesi-Fabriano


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L’Arci celebra con una performance la Giornata del Migrante

logonewsIn occasione della giornata internazionale del migrante (18 dicembre), il gruppo Arci Voce del Comitato Arci Jesi-Fabriano, in collaborazione con la Casa delle Culture di Jesi, si è esibito in una performance di reading teatralizzato.

Da un’idea di Lucia Lucarini – referente per l’immigrazione del Comitato Arci di Jesi – e a cura di Maria Grazia Tiberi, i componenti del collaudato e affiatato gruppo ArciVoce – del quale proprio Maria Grazia è coach – hanno dato vita a momenti intensi durante i quali si sono letti testi basati su: storie vere di donne richiedenti asilo, un frammento tratto dalle Memorie di Adriano, di Marguerite Yourcenar e la lettera di Peppino Spadaro, siciliano emigrato a suo tempo in America.

Hanno trovato spazio ed emozionato il pubblico presente anche una canzone, in francese, una poesia, in italiano, e un racconto, in inglese, scritti e interpretati da di 3 ragazzi rifugiati che si trovano a Jesi.

Ad accompagnare le parole, le percussioni, tra cui il balafon, di Andrea Ascione, il quale con i suoi ritmi è riuscito a evocare quelle profonde emozioni che hanno contribuito a unire ancora di più pubblico e interpreti.

Con questa rappresentazione si è voluto  porre l’attenzione sul fatto che siamo tutti migranti: per studio, per lavoro, per amore, per forza, dal nord al sud, dall’est all’ovest, dalla campagna alla città.

Le migrazioni sono insite nella natura umana e sono ciò che per secoli ha permesso di evolverci.

– (Jesi Attiva)

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COMUNICATO

«L’ARCI Marche esprime il proprio sgomento e dolore per la morte di Emmanuel Chidi Namdi, richiedente asilo nigeriano di 36 anni, ammazzato di botte da due cosiddetti “cittadini italiani”, noti da tempo alle forze dell’ordine come ultras ed elementi della “destra” fascista.

Il pretesto dell’aggressore per scatenare la violenza, è stata la replica di Emmanuel ad insulti razzisti nei confronti di sua moglie Chinyery. Fuggita con lui da Boko Haram nel settembre scorso, Chinyery ha deciso di donare gli organi di Emmanuel, una risposta generosa che non si è potuta compiere per la mancanza dei documenti necessari. Emmanuel e Chinyery erano rifugiati ospiti presso il seminario arcivescovile di Fermo.

Un crimine d’odio che ricorda quanto accaduto a Firenze nel dicembre 2011, quando Gianluca Casseri, 50enne con frequentazioni nella destra fascista, uccise a colpi di pistola i due senegalesi Samb Modou e Diop Mor.

Le aggressioni e le discriminazioni, sia fisiche che verbali, che nel nostro paese sono all’ordine del giorno, devono finire. Chi fugge da guerre e disperazione ha diritto ad essere accolto e a costruirsi un futuro migliore. Di sicuro non può venire a trovare la morte.

Emmanuel e Chimiary sono nostri fratelli e compagni, vittime delle persecuzioni e delle guerre civili nel loro paese, vittime della violenza fascista e razzista in Italia.

ARCI Marche aderisce alla manifestazione contro il razzismo indetta dai sindacati per martedì 12 a Fermo e si rende disponibile ad aprire un dialogo e confronto a tutto campo con tutte le associazioni, organizzazione e istituzioni per mettere in campo tutte le iniziative utili a superare questa involuzione della convivenza civile.»

Tullio Bugari, referente Area sociale ARCI Marche


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Venerdì 20 maggio all’Arci il primo incontro della campagna referendaria per il No alla riforma costituzionale

Anche a Jesi è presente ed operativo il Comitato per il No al referendum sulla riforma costituzionale e per l’abrogazione della legge elettorale Italicum, di cui fa parte anche l’Arci.

Venerdì, 20 maggio, alle ore 21 presso la sede di Arci Jesi-Fabriano (piazza Federico II 4/a), avrà luogo la prima di una serie di iniziative nell’ambito della campagna referendaria. Nel primo incontro di venerdì un docente di diritto illustrerà, anche attraverso delle slide, gli aspetti tecnici della riforma costituzionale e i suoi effetti concreti.

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25 aprile: appello per la partecipazione alla festa della Liberazione

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COMUNICATO STAMPA

Venerdi 15 Aprile, presso la sede dell’ex terza Circoscrizione, si è svolta un’assemblea di rappresentanti di forze politiche, sindacali, associazioni, antifasciste e singoli cittadini per discutere dei recenti avvenimenti di stampo fascista e xenofobo verificatesi a Jesi.

Nel corso dell’assemblea è stata sottolineata in vari interventi la volontà di dimostrare che Jesi è una città antifascista, democratica, solidale e accogliente, che rifiuta l’odio la discriminazione e la violenza.

In nome di questi valori è stata espressa la necessità di promuovere la più ampia partecipazione, da parte delle varie realtà politiche e sociali e delle associazioni, alla festa della liberazione, il 25 aprile e all’iniziativa della Consulta per la Pace “Jesi città accogliente? Oltre i muri e i fili spionati” del prossimo 30 aprile.

Inoltre si cercherà di lavorare per creare una rete antifascista tra associazioni, forze politiche, sindacati, movimenti e singoli cittadini allo scopo di progettare iniziative a livello cittadino che coinvolgano, tra gli altri le scuole ei migranti, e che contribuiscano a ricostituire un tessuto sociale sui valori che sono a fondamento della nostra Costituzione.

 

Appello per la partecipazione alla festa della Liberazione:

Il 25 aprile cade quest’anno in un complesso di vicende europee, ma anche locali che ci riportano ad anni in cui la civiltà e la democrazia erano pesantemente oscurate. Una profonda crisi economica da cui non si riesce a vedere una via d’uscita, il proliferare di movimenti di chiara marca neonazista e neofascista, che agiscono indisturbati e l’estendersi di una ideologia razzista che contamina intere forze politiche e perfino esponenti di governi nazionali, le decine di migliaia di immigrati in fuga da guerre e disperazione che ricevono come risposta dalla politica e dalle istituzioni quasi esclusivamente muri e abbandono, devono far riflettere tutti sull’inquietante e gravissima china che sta prendendo il vivere civile. Non è questa la società che sognavano i combattenti per la libertà, il futuro cui aspiravano, deprivato, oggi, di coscienza, senso di responsabilità, solidarietà.

Per questo auspichiamo un 25 aprile che segni un risveglio della memoria, una Festa che rimetta al centro dell’attenzione delle forze politiche e sociali i temi dell’antifascismo, della Resistenza e della Costituzione, una Festa che ricordi con forza i 70 anni della Repubblica e del voto alle donne, i primi importantissimi passi della rinascita democratica del Paese.

Auspichiamo una partecipazione alle celebrazioni e al corteo ampia, che coinvolga tanti cittadini, gli amministratori, partiti, sindacati, associazioni, per una stagione di impegno e profonda, viva Liberazione.

Una giornata che dal giorno successivo inneschi un cammino collettivo, sguardi e azioni solidali e responsabili. Un mondo migliore si costruisce insieme con lo spirito e la determinazione dei suoi ispiratori: le partigiane e i partigiani.

ANPI Sezione di Jesi

CGIL Jesi

FIOM Jesi

Arci Jesi-Fabriano

PD Jesi

PRC Circolo Karl Marx Jesi

Libera Jesi

Centro Studi Libertari L. Fabbri Jesi

PCdI Jesi

Sel Jesi

 


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L’Italia non si trivella: doppio incontro nell’ultimo giorno di campagna prima del voto di domenica

Si chiude domani la campagna referendaria per il SÌ al referendum in programma domenica 17 aprile (dalle 7 alle 23). Arci Jesi-Fabriano parteciperà ai due incontri previsti per domani a Jesi. Il primo si svolgerà alle ore 17 presso la Fondazione Colocci (vicolo Angeloni 3) con il prof. Giorgio Galeazzi, presidente dei Corsi universitari Unimc della sede di Jesi, la prof.ssa Pamela Lattanzi, docente di Diritto agro-alimentare Unimc, e il direttore delle Grotte di Frasassi Luigino Quarchioni.

Il secondo incontro, che sarà introdotto e coordinato da Tullio Bugari di Arci Jesi-Fabriano e Arci Marche, vedrà invece la partecipazione, alle ore 18.15 presso il Palazzo dei Convegni (C.so Matteotti), di Antonio Mastrovincenzo, presidente del Consiglio regionale delle Marche, di Angelo Santicchia, sindaco di Santa Maria Nuova, e di Maurizio Sebastiani, presidente di Italia Nostra Marche. Segue il testo del comunicato stampa.

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Il 17 aprile VOTA SÌ: La verità sui posti di lavoro

da “Le bugie dei trivellatori sui tagli all’occupazione” di Rossella Muroni, presidente nazionale di Legambiente (“il manifesto”, 7 aprile 2016)

«…Chi paventa la perdita di posti di lavoro per colpa del referendum non dice che il settore dell’estrazione di gas e petrolio è già in crisi nel mondo e in Italia da diversi anni. A dimostrarlo i rapporti del settore degli ultimi anni o il tavolo di crisi aperto presso la regione Emilia Romagna.

Il 35% delle compagnie petrolifere a causa del crollo del prezzo del petrolio è ad alto rischio di fallimento nel 2016 (rapporto Deloitte), con un debito accumulato di 150 miliardi di dollari. Nessuno si preoccupa di dire che per garantire un futuro occupazionale duraturo bisogna investire in innovazione industriale e in una nuova politica energetica. Negli ultimi decenni si è avuta una consistente diminuzione della produzione da piattaforme in mare senza alcuna strategicità energetica, economica ed occupazionale.

Al contrario il settore delle rinnovabili e dell’efficienza potrebbero generare almeno 600mila posti di lavoro. Centomila al 2030 nel solo settore delle energie rinnovabili, cioè circa il triplo di quanto occupa oggi Fiat Auto in Italia, mentre, al contrario, nel 2015, per un taglio retroattivo degli incentivi, se ne sono persi circa 4mila nel solo settore dell’eolico, 10mila in tutto il settore. A tal proposito ci chiediamo dove fosse il sindacato allora e che senso abbia un sindacato oggi che non ha la capacità di proporre un nuovo lavoro e di capire che la difesa dello status quo è innanzitutto difesa delle lobby del petrolio…»


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Luci e ombre del Ddl sul Terzo Settore in discussione al Senato

di Maurizio Mumolo, Reti di Terzo settore e Fondazioni

La riforma della legislazione del terzo settore sta proseguendo, non senza difficoltà, il suo cammino.
Finora l’aula ha approvato gli articoli fino al 5. È interessante notare che il vero dibattito di merito si sta svolgendo in seduta plenaria, prova evidente dell’errore nella scelta di affidare la discussione alla I commissione, che non ha manifestato alcuna competenza sulle problematiche del terzo settore.
Ma vediamo le novità contenute nel testo finora approvato, molto distante da quello iniziale del Governo e anche abbastanza diverso da quello approvato alla Camera.

Nell’art. 1 è contenuta una definizione giuridica di Terzo settore, un termine finora confinato nel solo ambito sociologico: «il complesso degli enti privati costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale e che, in attuazione del principio di sussidiarietà e in coerenza con i rispettivi statuti o atti costitutivi, promuovono e realizzano attività di interesse generale, mediante forme di azione volontaria e gratuita o di mutualità o di produzione e scambio di beni o servizi».

Il testo è in linea con chi sostiene una funzione non economicistica e più sociale del terzo settore.
Nell’art. 2 finalmente è messa sullo stesso piano l’iniziativa economica e il diritto ad associarsi, mentre nel testo della Camera, paradossalmente, l’associazionismo sembrava avere un minore apprezzamento dell’impresa.

Il 3 è uno degli articoli più dibattuti del provvedimento ed anche uno dei più importanti in quanto detta le caratteristiche della futura revisione del libro I del codice civile.

È prevista una semplificazione delle procedure per ottenere il riconoscimento della personalità giuridica superando il regime concessorio attualmente in vigore.

Al comma 1 lett. d) vi è una delle norme più discutibili dell’intero provvedimento ove si prevede che «alle associazioni e alle fondazioni che esercitano stabilmente e prevalentemente attività d’impresa si applichino le norme previste dai titoli V e VI del ibro quinto del codice civile, in quanto compatibili e in coerenza con quanto disposto all’articolo 9 comma 1 lettera e)».

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