Arci Jesi-Fabriano


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ARCI PER EMERGENCY 2011 – 5 giorni per la PACE

Arci per Emergency, 5 giorni per la pace (quarta edizione) è una manifestazione di beneficenza per raccolta fondi nell’intento di sostenere un progetto gestito dall’Associazione EMERGENCY. Quest’anno verrà sostenuto il Centro Pediatrico di Goderich sito in Sierra Leone.

L’evento si terrà dal 1 al 5 Giugno 2011 presso i nuovi giardini di viale Moccia a Fabriano (AN).
La manifestazione è di carattare musicale, culturale e di intrattenimento, promossa dal Circolo Arci Colto Maltese in collaborazione con il gruppo Emergency di Fabriano e il Comune di Fabriano.

Nel corso dei cinque giorni si terranno concerti di gruppi musicali provenienti dal centro d’Italia, mostre artistiche, spettacoli di artisti di strada, lettura di poesie ed altro ancora. Saranno presenti il banchetto di Emergency e altri dell’associazionismo territoriale.
Verra’ allestito uno stand con cibarie e bevande.

L’obiettivo della manifestazione è quello di raccogliere fondi da destinare al sostegno di progetti di utilità sociale e umanitaria, nello specifico promossi e gestiti da Emergency; oltre a ciò e alla speranza di promuovere messaggi di pace e di stimolare la sensibilità volta alla solidarietà, si ritiene utile dare proseguo all’evento visto il successo degli scorsi anni anche in termini di servizio per la città e per il territorio intero nel fornire momenti di aggregazione, di conoscenza, di promozione di relazioni umane, di veicolazione della cultura indipendente del territorio, di promozione dell’agio dei giovani e dei meno giovani.

PROGRAMMA *(guardate fino in fondo, c’è una richiesta per tutte le Associazioni):

Mercoledì 1 Giugno 2011

Ore 19:00 apertura con “Il mio nome è mai più” Liga – Jova – Pelù
Ore 19:05 presentazione:
introduzione con lettura nostro documento
saluti degli amministratori comunali
ore 19:30 Folk con Il Cantamaggio Cancellano
ore 22:45 Doctor Sixties (rock anni 60)

Giovedì 2 Giugno 2011

Ore 16:30 apertura con “Il mio nome è mai più” Liga – Jova – Pelù
Ore 16:45 Jail Underdog (Hard rock)
Ore 17:45 Hot Flash (Metal)
Ore 18:45 Motherside (Grunge Alternative)
Ore 21:15 Charles Bontafuzzi and his Orchestra (Rock demenziale)
Ore 22:45 Be@Tomato (Pop Rock)

Venerdì 3 Giugno 2011

Ore 18:00 apertura con “Il mio nome è mai più” Liga – Jova – Pelù
e musica DJ
Ore 18:45 Empty dialogue (Alternative Rock)
Ore 21:00 The Hammers (Led Zeppelin and more)
Ore 22:45 Blow Down (rock / blues)

Sabato 4 Giugno 2011

Ore 18:00 apertura con “Il mio nome è mai più” Liga – Jova – Pelù
e musica DJ
Ore 18:15 Regressioni all’infanzia (Verdena Tribute Band)
Ore 19:15 Hellcome (Metal / rock)
Ore 21:00 Gianni Pieri – Drum ‘n’ Cello (Musica e poesia)
Ore 21:30 Appetite for spaghetti (Guns n’roses tribute)
Ore 23:00 Zoo di Berlino (Post Rock)
Ore 23:45 Renato Gasparini (Blues)

Domenica 5 Giugno 2011

Ore 16:30 apertura con “Il mio nome è mai più” Liga – Jova – Pelù
e musica DJ
Ore 17:00 Pretty Noose (Grunge)
Ore 17:45 Strangers (Rock)
Ore 19:00 Twin Glasses Roots (Beatles acoustic Tribute Band)
Ore 21:00 Le nuvole [Dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fiori (Fabrizio De Andrè)]
Ore 22:30 No way out (Queen e altro)
Ore 24:00 Saluto conclusivo e ringraziamenti degli organizzatori
No way out (chiusura con “il mio nome è mai più”).

* SONO INVITATE TUTTE LE ASSOCIAZIONI E/O SINGOLI A DARE UNA MANO E A PARTECIPARE CON IL PROPRIO BANCHETTO, C’E’ SPAZIO PER TUTTI!

Per info:

339.5860696
328.6907061

lorenzociavola@yahoo.it
circolocortomaltese@gmail.com


LA PACE NON E’ UN’OPINIONE!!!


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13 e 14 Maggio 2011 LIVE al Circolo ARCI Il Gaudo!!!

LIVE@Circolo ARCI Il Gaudo

]* venerdì 13 maggio alle ore 22.00 – 14 maggio alle ore 1.00

viale della Vittoria 34
Jesi
BLISS – Nirvana Tribute

http://www.myspace.com/blissnirvanatribute

http://www.facebook.com/pages/BLISS-Nirvana-Tribute/87139658119

INFO BAND:
Davide 3338543476
nirvanatribute@libero.it

* sabato 14 maggio 2011 dalle 21:00 alle 23:30

LIVE with Virgin Iris
I Virigin Iris presenteranno il repertorio completo e un pezzo inedito.

INGRESSO LIBERO RISERVATO AI SOCI ARCI!!!


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Il 6 maggio l’Arci in piazza a fianco della Cgil


COMUNICATO STAMPA ARCI NAZIONALE

Il 6 maggio l’Arci in piazza a fianco della Cgil
Per il lavoro, i diritti, la giustizia sociale, la democrazia

L’Arci condivide e sostiene le ragioni che hanno indotto la Cgil a convocare lo sciopero generale il prossimo 6 maggio. Ragioni che vanno ben oltre l’ambito delle sacrosante rivendicazioni dei lavoratori e riguardano il futuro di tutti i cittadini e della nostra democrazia.

La crisi sta producendo effetti pesanti sulle condizioni materiali di vita delle persone: crescono le disuguaglianze, la povertà e il disagio di larga parte del paese; la disoccupazione giovanile tocca livelli ormai insostenibili, di vera emergenza. Urge una seria politica di redistribuzione delle risorse e il rafforzamento del sistema di welfare con adeguate misure a sostegno delle fasce più deboli.

Ma il governo continua a negare la gravità della situazione mentre scarica il costo della crisi su lavoratori, giovani, pensionati. Taglia la spesa in tutti i settori del welfare, riduce i fondi per la scuola e la cultura, toglie risorse a Regioni e Comuni privando milioni di famiglie dei servizi essenziali. E’ intollerabile che si chiedano ancora sacrifici a chi ha poco mentre non si fa niente per recuperare risorse dagli evasori e non si toccano rendite e grandi patrimoni.

E’ scandalosa l’assenza di una strategia di uscita dalla crisi da parte di un governo che si ostina a non vedere gli errori di una politica che ha favorito gli speculatori a danno dell’economia produttiva, che ha perseguito la competitività del Paese sulla pelle dei lavoratori.

Serve un radicale cambio di rotta. E’ necessario puntare sulla riconversione ecologica dell’economia e delle politiche energetiche, investire su ricerca e formazione, sull’economia sociale e la valorizzazione dei beni comuni. Per questo saremo in piazza insieme alla Cgil, contro le scelte di chi sta svendendo il futuro del paese, per rimettere al centro dell’agenda il lavoro e i diritti, i valori della democrazia e della coesione sociale.

Roma, 2 maggio 2011


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Per Vittorio Arrigoni, umano giusto

Per Vittorio Arrigoni, umano giusto

Non c’è neppure stato il tempo di iniziare a mettere in fila le firme sul primo appello per la sua liberazione, che arrivavano a valanga nella notte da ogni angolo di Italia.
Vittorio Arrigoni è stato ucciso a Gaza, a trentasei anni, poche ore dopo il suo sequestro.
Ogni giorno per anni ci ha raccontato la lotta per la sopravvivenza di due milioni di persone rinchiuse nell’assedio, bombardate, affamate, umiliate.
Aveva scelto di stare all’inferno per aiutare a rompere il silenzio.
Aiutava con immagini e parole, indipendenti e imparziali come la vita vera, chi volesse raccontare la verità.
A parte pochissimi, nessuno guarda a Gaza. E’ diventata ormai un buco nero nella cronaca e nella politica.
Una gigantesca macchia oscura nell’etica e nella morale collettiva, impastata di indifferenza e di enormi complicità con l’orrore.
Vittorio è morto ammazzato. La sua morte oggi strappa il velo sulla Striscia e parla.
Che possa parlare davvero a tutti, Vittorio, anche ora che non c’è più.
Che semini ancora l’insopportabilità dell’ingiustizia, delle doppie misure, dell’ipocrisia in cui viviamo immersi.
Abbracciamo i familiari, l’International Solidarity Movement, gli amici.
Ringraziamo le autorità palestinesi che si sono adoperate per la sua liberazione
Siamo a fianco della popolazione di Gaza e dei giovani che si sono mobilitati per salvagli la vita.
Rinnoviamo l’impegno contro l’assedio, contro l’occupazione israeliana, per una pace fondata sulla giustizia.
Continuiamo l’azione politica, culturale e umanitaria per rompere l’isolamento di Gaza.
L’omicidio di Vittorio non sia utilizzato come ulteriore pretesto per impedire la presenza nell’area di volontari, cooperanti e testimoni.
Restiamo umani, ci ha sempre ripetuto Vittorio. A qualunque latitudine, facciamo parte della stessa comunità.
Ogni uomo, ogni donna, ogni piccolo di questo pianeta, ovunque nasca e viva, ha diritto alla vita e alla dignità.
Gli stessi diritti che rivendichiamo per noi appartengono anche a tutti gli altri e le altre, senza eccezione alcuna.
Restiamo umani, anche quando intorno a noi l’umanità pare si perda.

Tante le iniziative che si stanno organizzando nelle città in tutta Italia.
A Roma il 16 aprile alle 10.30 presso la Sala Di Liegro di Palazzo Valentini l’appuntamento è per tutti coloro che vogliono ricordarlo e rendere omaggio al suo lavoro, al suo coraggio, alla coerenza che ha guidato le sue scelte di vita.

tratto dal sito dell‘ARCI NAZIONALE


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Programmazione eventi Circolo ARCI “Il Gaudo”

TUTTI I GIOVEDì DALLE 19:00 PANINI CON LA SALSICCIA 2.50 EURO E KARAOKE

Concerti LIVE

VENERDI 15 APRILE 2011 DALLE 19:00 – “N.U.D.O. BLUES” (Blues)

SABATO 16 APRILE 2011 DALLE 22:30 – “JAIL UNDERDOG” (Hard Rock)

VENERDì 22 APRILE 2011 DALLE 21:30 GRUPPI: “PIG THRONE” (Trash Death/Core da Jesi)
e “NOISE TO NEMESI” (Metal Core da Chiaravalle)

SABATO 23 APRILE 2011 DALLE 21:00 “MEN OF PROJECTION” (Rock)

LUNEDì 25 APRILE 2011 DALLE 19:00 “APERITIVO REGGAE CON DJ ZIO CLAUDIO

VENERDì 13 MAGGIO 2011 DALLE 20:00 TRIBUTE TO NIRVANA

Il Circolo ARCI “Il Gaudo” si trova a Jesi in viale della Vittoria 34/C.
L’INGRESSO È ESCLUSIVAMENTE RISERVATO AI SOCI ARCI


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LA TRAGEDIA DEL CANALE DI SICILIA IL NOSTRO LUTTO, IL NOSTRO IMPEGNO

(Comunicato stampa dell’arci in data 7 aprile 2011)

La tragedia avvenuta ieri nel canale di Sicilia ci interroga su quanto il nostro paese e l’Europa tutta stiano smarrendo il senso di umanità che è presupposto di ogni democrazia. Quelle morti non sono frutto del caso. C’è una responsabilità collettiva delle nostre società e una più pesante, di chi ricopre ruoli istituzionali e ha il potere di produrre, con le proprie scelte, conseguenze concrete sulla vita delle persone. Oggi la Camera dei Deputati ha giustamente osservato un minuto di silenzio per quelle vittime innocenti. Ma non possiamo dimenticare che il 6 febbraio del 2009 lo stesso Parlamento ratificava il trattato di amicizia italo libico prevedendo l’impiego di mezzi e risorse per controllare le frontiere e impedire le partenze verso l’Italia. Il 6 maggio 2009, dopo che per anni le navi italiane avevano soccorso i migranti anche fuori dalle acque territoriali, per la prima volta il nostro Paese respinse 3 barche con 227 persone a bordo, cancellando d’un colpo il principio di non respingimento previsto dell’art.33 della Convenzione di Ginevra sul diritto d’asilo. Quei 227 provenivano dal corno d’africa, la stessa regione da cui provengono i morti di oggi. Profughi secondo la rappresentazione di oggi, ma clandestini da rimandare nelle mani dei loro aguzzini secondo quanto affermato dal nostro Governo. Nulla succede per caso. In realtà queste vite umane sono sacrificate sull’altare della ragion di stato e della propaganda elettorale permanente a cui siamo sottoposti. Noi pensiamo che si possa e si debba reagire. Sarebbe stato giusto proclamare domani una giornata di lutto nazionale, perché anche quei bambini, quelle donne e quegli uomini fanno parte della nostra comunità umana. Noi dell’ARCI lo faremo. Chiederemo alle nostre strutture di esporre un segno di lutto nelle sedi, di listare a lutto giornali e siti web, di osservare un minuto di silenzio nelle iniziative in programma nei circoli Arci, di fare ogni altro gesto che possa servire a ricordare il sacrificio di quegli esseri umani e le nostre responsabilità. E faremo anche un piccolo gesto individuale. Porteremo un fiore, una rosa rossa, davanti ai nostri municipi. Perché quelle sedi rappresentano la comunità locale. La comunità che mancava a quelle vittime della frontiera fuggite dalle guerre in cerca di sicurezza e protezione per se e per i loro figli. A Roma davanti al Campidoglio deporremo 250 rose, una per ciascuna di quelle persone che non incontreremo mai e che sarebbero potuti diventare romani, bolognesi o milanesi come noi. A loro vogliamo dare simbolicamente, almeno per un giorno, cittadinanza in questo Paese che li ha respinti e li ha costretti a un viaggio mortale. E al tempo stesso continueremo a impegnarci concretamente, coi nostri circoli nei territori, per garantire accoglienza e protezione a chi sta arrivando. Continueremo a chiedere che siano aperti adesso canali umanitari per gli altri profughi che sono ancora in Libia e Tunisia, che venga fermata la macchina dei respingimenti, che il nostro paese faccia il suo dovere per sostenere concretamente i diritti umani e i processi di democratizzazione nel nord Africa.


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Campi di lavoro e conoscenza Arci

Tornano i campi di lavoro e conoscenza Arci. Tante le proposte tra cui poter scegliere, per vivere un’esperienza di crescita culturale, di confronto e solidarietà con culture e popoli lontani.
I campi promuovono la cooperazione tra i popoli, la costruzione di percorsi di pace, il sostegno ai movimenti di emancipazione sociale e civile.
Attraverso i campi è possibile vivere la quotidianità della solidarietà internazionale, costruire ponti e relazioni tra comunità del Nord e Sud del mondo.
Le mete proposte per questa estate: Libano, Palestina, Rwanda, Mozambico, Brasile, Colombia, Kosovo e per la
prima volta Giordania e Marocco .
Tante le attività previste: da quelle ludico-ricreative per bambini e ragazzi a quelle di conoscenza delle realtà locali, ai workshop fotografici, ai laboratori artistici, a incontri di dialogo e scambio.
Per partecipare ai campi non sono richiesti requisiti particolari, basta essere maggiorenni e avere spirito di adattamento. E’ auspicabile la conoscenza dell’inglese o della lingua del luogo in cui il campo si svolge. Prima della partenza sono previsti momenti di formazione obbligatori.
La quota di partecipazione comprende tutti i costi per la realizzazione del campo (aereo, spostamenti in loco,vitto,alloggio, assicurazione civile e sanitaria, accompagnamento, sostegno al partner locale).
Per iscriversi al campo in Mozambico c’è tempo fino al 25 aprile, per gli altri il termine ultimo per l’iscrizione è il 2 maggio 2011. E’ necessario prendere visione del regolamento pubblicato sul sito www.arciculturaesviluppo.it per conoscere le modalità di iscrizione e i dettagli per partecipare.

ARCS
Progetto Campi di Lavoro
Fax 0641609214


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VEN 25 MARZO presentazione del romanzo COTE’ BACH

VEN 25 MARZO ore 21.00
presso la Circoscrizione Ovest, Via San Francesco Jesi (AN)
presentazione del romanzo
COTE’ BACH di Lucia Tancredi
Si allega il volantino, sollecitando la massima partecipazione e diffusione.
Cordiali Saluti.

ev editrice, 2009, p. 200

prezzo consigliato 15,50 euro

È un’illuminazione improvvisa che attiva la narrazione: l’incontro tra il protagonista, critico musicale alle prese con una biografia di Bach, e Marie, la donna da lui abbandonata tempo prima, non moglie anche se madre dei suoi figli. Da qui, dalle reazioni incontrollate che avverte scatenarsi dentro di sé, incomincia un percorso di riconsiderazione della propria esistenza, delle proprie scelte, dei propri comportamenti. Egli prende ad inseguire il suo vecchio amore, che ora vede sotto nuovi aspetti, quasi incarnazione dell’Eterno Femminino. La storia si snoda lungo un parallelo con la vita di Bach, oggetto di studio del protagonista: una vita simile a quella dei santi, in cui tutto è avvenuto al momento giusto, che si pone in contrasto con lo sfaldamento della sua, fatta a pezzi dal proprio egoismo. Di qui, l’intenzione di “provare a fingere di vivere côté Bach. Vale a dire: dalla sua parte.” Avvenimenti, incontri e riflessioni si intrecciano alla letteratura stessa che interviene come personaggio a determinare gli eventi. Sullo sfondo permane la suggestione uditiva della musica di Bach, buona “come il pane”, che sottolinea i momenti chiave in cui la vita vera sistema i suoi pezzi, ricuce i rapporti e impara a riavvicinarsi agli aspetti minimi e quotidiani dell’esistenza.

Lucia Tancredi è diplomata in pianoforte ed insegna letteratura. Ha pubblicato Racconti di viaggio (Quodlibet 2003), i romanzi Io, Monica. Le confessioni della madre di Agostino e Ildegarda (Città Nuova 2006-2009) Ha fondato e diretto ev mensile di scrittura ricreativa.

Fonte: evcasaeditrice.it

CASADELLEDONNE
Centro AntiViolenza di Jesi
p.zza Federico II, 4a
tel 366 4818 366


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Tavola della Pace contro la repressione in Libia

Questa “rivoluzione” è anche la nostra!

L’appello della Tavola della pace per fermare la repressione in Libia. E non solo. Leggi, sottoscrivi e diffondi questo appello.

“E’ indispensabile che i diritti umani siano protetti da norme giuridiche, se si vuole evitare che l’uomo sia costretto a ricorrere, come ultima istanza, alla ribellione contro la tirannia e l’oppressione,…” (Dichiarazione Universale dei Diritti Umani)

“Tutti hanno il diritto, individualmente e in associazione con altri, di promuovere e lottare per la protezione e la realizzazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali a livello nazionale e internazionale” (Dichiarazione Onu Difensori dei Diritti Umani)

Ora basta. Basta con il silenzio e le connivenze. Basta con il cinismo, con la stupidità, la miopia, l’indifferenza.

L’Italia deve intervenire, senza ulteriori esitazioni, per fermare la brutale repressione delle manifestazioni in Libia e negli altri paesi del nord Africa e del Golfo. Allo stesso tempo l’Italia deve agire in seno all’Europa, al sistema delle Nazioni Unite e alle altre istituzioni internazionali democratiche all’insegna della ferma difesa dei diritti umani, del dovere di proteggere, di assistere e di accogliere le vittime della repressione. Le norme giuridiche non devono essere soltanto scritte ma effettivamente applicate.

Basta con i proclami ansiogeni da “stato di emergenza”. Basta con la diffusione di paure, paranoie, allarmi e minacce. Basta con il pessimismo e il catastrofismo politico.

Questa “rivoluzione” è anche la nostra. Prima di tutto perché è pacifica e perché crediamo nella globalizzazione dei diritti umani, della libertà e della democrazia. E ogni colpo assestato a regimi e dittature è un passo nella giusta direzione. Secondo perché noi (noi italiani ed europei) abbiamo tutto da guadagnare dal successo di queste storiche rivolte. Lo sviluppo civile, politico e sociale della sponda sud del Mediterraneo rappresenta una formidabile risorsa anche per lo sviluppo del nostro paese. Un’opportunità unica, storica, che non possiamo permetterci di sprecare. Per questo noi non dobbiamo invocare stabilità, ma cambiamento. Per questo, senza ulteriori indugi, dobbiamo essere concretamente al fianco di chi sta rischiando la vita per la libertà, la giustizia e la democrazia contro ogni forma di repressione.

Per questo l’Italia e l’Europa devono avere il coraggio di rompere con un passato fatto di sfruttamento, traffici leciti e illeciti, complicità con re, monarchi e dittatori, ingiustizie, violazioni dei diritti umani e silenzi interessati. Ostinarsi a fare come si è fatto sin’ora non è solo ingiusto ma anche impraticabile, miope e fallimentare. Un grande errore strategico.

L’Italia e l’Europa devono avere il coraggio di guardare al futuro e mobilitare ogni risorsa disponibile a sostegno dei cambiamenti in corso. Oltre alla propaganda isterica sulla “minaccia islamica” e sull’”Occidente satanico”, oltre alla teoria dello scontro di civiltà, oltre alla vecchia logica delle armi e del muro contro muro, noi sappiamo che un altro futuro è possibile. L’Italia e l’Europa devono dare avvio immediato ad un radicale ripensamento delle relazioni con i paesi del nordafrica e in particolare con quelli in via di democratizzazione. E devono investire, con creatività e determinazione, per fare del Mediterraneo un vero mare della pace, della solidarietà, dell’incontro fertile tra persone e culture diverse, del dialogo tra le grandi religioni, della sicurezza comune e dello sviluppo umano per tutti.

Il nostro destino non sarà diverso da quello dei popoli del Mediterraneo. O ci impegniamo a progettare insieme delle condizioni di vita migliori per tutti o non ci sarà pace per nessuno.

Spetta a noi di investire sulla costruzione di un Mediterraneo che può diventare il cuore “dell’edificazione della storia nuova del mondo”(Giorgio La Pira).

Invitiamo tutti i cittadini, i gruppi, le associazioni, gli enti locali, le organizzazioni laiche e religiose, solidali con i giovani e i popoli in lotta per la dignità, i diritti umani, la libertà, la democrazia e lo stato di diritto nel mondo arabo, preoccupati per la dura repressione che stanno subendo e indignati per l’inazione del governo italiano, favorevoli ad un più coerente impegno per la pace e i diritti umani, ad 
esporre da subito la bandiera della pace ai balconi delle case.

Chiediamo insieme:

1.    una chiara e forte condanna di tutte le forme di repressione contro le manifestazioni pacifiche in corso;

2.    l’immediato invio di osservatori internazionali (International Human Rights Monitors) e delle agenzie umanitarie nei paesi interessati dalle rivendicazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali da parte del Consiglio diritti umani delle Nazioni Unite e dell’Unione Europea;

3.    il riconoscimento dei bisogni umanitari e del diritto all’accoglienza di tutti coloro che fuggono dalle violenze, dalle minacce e dalle altre violazioni dei diritti umani in atto nel mediterraneo;

4.    il blocco della vendita delle armi e la sospensione di ogni forma di cooperazione militare con tutti i paesi che non rispettano il diritto di manifestare liberamente e pacificamente;

5.    l’adozione tempestiva delle necessarie misure di assistenza umanitaria alle popolazioni sottoposte a deprivazioni dei diritti non soltanto civili e politici ma anche economici e sociali;

6.    l’apertura di una inchiesta internazionale dell’Onu tesa a individuare, processare e punire i responsabili delle uccisioni e delle violenze contro i civili;

7.    l’immediata convocazione dell’Assemblea Parlamentare Euromediterranea;

8.    l’immediata definizione di un piano nazionale ed europeo di promozione della cooperazione e del dialogo tra la società civile, le organizzazioni e le culture, delle due sponde del Mediterraneo.

Facciamo appello alle organizzazioni e ai movimenti di società civile europea affinché attivino tutti le iniziative di solidarietà e di pressione sui governi europei perché finalmente si realizzi una autentica “Comunità del Mediterraneo per la sicurezza e lo sviluppo umano”.

Facciamo appello agli enti locali e alle Regioni perché, sull’esempio di Giorgio La Pira, diano vita ad una nuova stagione di diplomazia delle città basata sull’incontro, il dialogo, lo scambio e la cooperazione tra i popoli dell’Europa e del Mediterraneo.

Tavola della pace, Acli, Agesci, Arci, Cgil, Cisl, Uil, Articolo 21, Libera-Associazioni Nomi e Numeri contro le mafie, Cipsi, Cnca, Udu-Unione degli Universitari, Emmaus Italia, Pax Christi, Volontari nel Mondo-Focsiv, Associazione per la pace, Legambiente, Beati i Costruttori di pace, Centro per la pace Forlì/Cesena, Lega per i diritti e la liberazione dei popoli, Movimento Federalista Europeo, Flare, Terra del fuoco, Forum Trentino per la pace, Reds-Rete degli Studenti Medi, UDS-Unione degli studenti, COSPE, Forum permanente della società civile, Anpi Nazionale, Masci, Auser, Intersos, Oxfam Italia, Fairtrade Italia (prime adesioni).

Le adesioni vanno inviate alla Tavola della Pace, via della viola 1 (06122) Perugia – Tel. 075/5736890 – fax 075/5739337 email segreteria@perlapace.it http://www.perlapace.it

24 febbraio 2011