Arci Jesi-Fabriano


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Sei risposte ai dubbi sulle trivelle

di Marina Forti, Internazionale
(www.internazionale.it/opinione/marina-forti/2016/04/12/dubbi-risposte-referendum-trivelle)

«Il referendum del 17 aprile riguarda l’estrazione di idrocarburi offshore entro le 12 miglia nautiche dalla costa. Dunque riguarda il futuro di 88 piattaforme oggi esistenti entro le 12 miglia, che fanno capo a 31 concessioni a “coltivare” (la coltivazione indica la zona dove una compagnia ha il permesso di estrarre gas o petrolio), oltre a quattro piattaforme relative a permessi di ricerca ora sospesi. Sono in buona parte nell’Adriatico, un po’ nello Ionio e nel mare di Sicilia, come si vede da questa mappa interattiva.

In questione c’è la durata delle concessioni. Il quesito infatti chiede di abrogare la norma, introdotta nella legge di stabilità entrata in vigore il 1 gennaio 2016, che permette di estendere una concessione “per la durata di vita utile del giacimento”, cioè per un tempo indefinito. Se vincerà il sì quella frase sarà cancellata. In tal caso torneremo semplicemente a quanto previsto in precedenza dalla normativa italiana e comunitaria: tutte le concessioni per lo sfruttamento di idrocarburi o di risorse minerarie, a terra o in mare, hanno durata di trent’anni, con possibilità di proroghe per altri complessivi venti.

In altre parole, sarà cancellata un’anomalia. In effetti è insolito che una risorsa dello stato, cioè pubblica, sia data in concessione senza limiti di tempo prestabiliti (ed è per questo che la corte costituzionale ha giudicato ammissibile il quesito). Tra l’altro, è un privilegio accordato alle sole concessioni entro la fascia di 12 miglia, non a quelle a terra o in mare più aperto.

Dunque, se vince il sì le piattaforme oggi in attività continueranno a lavorare fino alla scadenza della concessione (o dell’eventuale proroga già ottenuta), ma non oltre. Certo, in gioco c’è molto di di più. I sostenitori del sì rimandano alla politica energetica del paese, parlano di energie rinnovabili, di investimenti in efficienza energetica. Ma sono accusati di mettere a repentaglio attività economiche e posti di lavoro.

Il referendum è inutile?

Chi si oppone alla consultazione ricorda che la legge di stabilità 2016 ha già bloccato il rilascio di nuovi titoli (permessi) per estrarre idrocarburi entro le 12 miglia. La durata della concessione però non è irrilevante, e ha risvolti molto pratici. Infatti, il blocco di nuove concessioni non impedisce che all’interno di concessioni già esistenti siano perforati nuovi pozzi e costruite nuove piattaforme, se previsto dal programma di lavoro. Potrebbe essere il caso della concessione Vega, nel mar di Sicilia, dove l’Eni progetta da tempo una nuova piattaforma (Vega B) da aggiungere a quella oggi in esercizio (la concessione scade nel 2022).

Ancora più importante: prolungando la durata della concessione si rinvia il momento in cui le piattaforme obsolete vanno smantellate e rimosse. È un’operazione costosa che da contratto spetta alle aziende concessionarie insieme al ripristino ambientale, quindi la spesa dovrebbe essere già inclusa nei bilanci. “Sospetto che le compagnie petrolifere puntino anche a questo, a rinviare in modo indefinito il momento in cui dovranno smantellare piattaforme obsolete”, dice Alessandro Giannì, direttore delle campagne di Greenpeace Italia.

Se vince il sì chiuderanno piattaforme operative e perderemo posti di lavoro?

È una delle obiezioni di chi è contrario al referendum. Ma si può confutare. Primo, la vittoria del sì non significa la chiusura immediata di tutte le attività in corso: le concessioni oggi attive scadranno tra il 2017 e il 2034. Il referendum poi non mette in questione le attività di manutenzione né, ovviamente, quelle di smantellamento e ripristino ambientale.

Quanto ai posti di lavoro, i numeri sono incerti. Assomineraria, l’associazione delle industrie del settore, parla di 13mila persone; la Filctem, la federazione dei lavoratori chimici della Cgil, parla di circa diecimila addetti solo a Gela e Ravenna. L’Isfol, ente pubblico di ricerca sul lavoro, parla di novemila occupati in tutto il settore (mare e terra).

Quanti di questi posti siano legati alle piattaforme entro le 12 miglia è opinabile. Il sindacato dei metalmeccanici Fiom Cgil afferma che sono meno di cento. “Considerando l’indotto, arriviamo a una stima massima di circa tremila persone”, dice Giorgio Zampetti, esperto di questioni petrolifere per Legambiente.

Una cosa certa è che le attività sulle piattaforme non sono labour intensive (cioè basate soprattutto sulla forza lavoro). Per lo più sono manovrate in remoto: gli addetti lavorano soprattutto nella fase di trivellazione, ma intervengono ben poco nella produzione (darebbe lavoro, casomai, smantellare i vecchi impianti). Gli attivisti di Greenpeace sono rimasti sorpresi, l’anno scorso, quando sono riusciti ad avvicinarsi alla piattaforma Prezioso, di fronte a Gela nel mar di Sicilia, l’hanno scalata e vi hanno appeso un gigantesco striscione, senza trovare ostacoli né risposta: il fatto è che non c’era proprio nessuno.

Quanto petrolio e quanto gas contengono i fondali italiani?

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Sabato 9 aprile incontro su Thomas Sankara alla scuola Federico II di Jesi

Sabato 9 aprile incontro con le classi terze dell’Istituto Federico II di Jesi dedicato a Thomas Sankara, il Presidente ribelle, che per primo negli anni Ottanta lanciò la battaglia per la cancellazione del debito.

Lo spunto per affrontare questo argomento è stato fornito da Marco Cardinali con le sue fotografie dedicate al Burkina Faso, “Il paese degli uomini integri”.

Oltre a Marco Cardinali, sarà presente Mahamadi Dabre dell’associazione dei Burkinabè e Tullio Bugari dell’Arci.

www.scuolafedericosecondo.it/blog/thomas-sankara-il-presidente-ribelle/

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Il 17 aprile VOTA SÌ: La verità sui posti di lavoro

da “Le bugie dei trivellatori sui tagli all’occupazione” di Rossella Muroni, presidente nazionale di Legambiente (“il manifesto”, 7 aprile 2016)

«…Chi paventa la perdita di posti di lavoro per colpa del referendum non dice che il settore dell’estrazione di gas e petrolio è già in crisi nel mondo e in Italia da diversi anni. A dimostrarlo i rapporti del settore degli ultimi anni o il tavolo di crisi aperto presso la regione Emilia Romagna.

Il 35% delle compagnie petrolifere a causa del crollo del prezzo del petrolio è ad alto rischio di fallimento nel 2016 (rapporto Deloitte), con un debito accumulato di 150 miliardi di dollari. Nessuno si preoccupa di dire che per garantire un futuro occupazionale duraturo bisogna investire in innovazione industriale e in una nuova politica energetica. Negli ultimi decenni si è avuta una consistente diminuzione della produzione da piattaforme in mare senza alcuna strategicità energetica, economica ed occupazionale.

Al contrario il settore delle rinnovabili e dell’efficienza potrebbero generare almeno 600mila posti di lavoro. Centomila al 2030 nel solo settore delle energie rinnovabili, cioè circa il triplo di quanto occupa oggi Fiat Auto in Italia, mentre, al contrario, nel 2015, per un taglio retroattivo degli incentivi, se ne sono persi circa 4mila nel solo settore dell’eolico, 10mila in tutto il settore. A tal proposito ci chiediamo dove fosse il sindacato allora e che senso abbia un sindacato oggi che non ha la capacità di proporre un nuovo lavoro e di capire che la difesa dello status quo è innanzitutto difesa delle lobby del petrolio…»


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Ripartono il 12 aprile i corsi di lingua spagnola di 1° e 2° livello organizzati da Arci Jesi-Fabriano

locandina spagnolo 1Riprenderanno martedì 12 aprile 2016 i corsi di lingua spagnola di 1° e 2° livello organizzati da Arci Jesi-Fabriano. Ricordando che la prima lezione di prova è gratuita, l’orario per martedì 12 aprile è il seguente:

  • ore 17.00: Livello Base
  • ore 19.00: Livello Avanzato

La durata di cascuno corso è di 24 ore, mentre il costo è di 120 euro (più la tessera Arci per chi ne è sprovvisto).

I corsi si terranno presso la sede di Arci Jesi-Fabriano in piazza Federico II 4/A a Jesi.

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Il mare è nostro. Il 17 aprile vota SÌ

1n - Version 22n - Version 2435IL MARE È NOSTRO. Salviamo la bellezza e la biodiversità dei nostri mari. VOTA SÌ al referendum nazionale del 17 aprile.  L’incontro si è svolto sabato 2 aprile presso il circolo Arci Martiri XX giugno di Jesi, è stato introdotto da Tullio Bugari dell’Arci, a cui è seguita la relazione di Francesco Montanari del Comitato Marche “Vota sì per fermare le trivelle”. 

Questo è il contributo dell’Arci territoriale Jesi-Fabriano, impegnato anche in altre iniziative sia a Jesi che a Fabriano, a sostegno del referendum per fermare le trivelle; all’incontro erano presenti molte altre associazioni e gruppi impegnati su questo tema, tra cui Libera, ANPI, Legambiente, Italia Nostra, Meetup Spazio Libero Jesi, Sel e altri  che aderiscono al SÌ per fermare le trivelle.

Diverse le iniziative in questi giorni, in tutta la regione. Già questa stessa mattina, domenica 3 aprile saranno le spiagge marchigiane ad essere protagoniste, con volontari e attivisti in spiaggia per incontrare i cittadini ed informarli sulle ragioni e le motivazioni per votare sì: nelle spiagge di Gabicce Mare, Fano, Marotta, Senigallia, Montemarciano, Falconara M.ma, Ancona (Portonovo e Passetto), Porto Recanati, Porto Sant’Elpidio, Fermo, Porto San Giorgio, Grottammare e molte altre ancora.

Tutti gli eventi, le notizie, gli aggiornamenti, possono essere seguito sul sito del comitato: http://www.partecipattivi.it/notrivmarche/

«Il quesito su cui andremo a votare ha un alto valore simbolico. Infatti si chiede «può una compagnia petrolifera avere a vita la concessione per trivellare in mare o a questa concessione poniamo un limite?». È una questione che riguarda il concetto stesso di difesa dei beni comuni, e anche per questo al referendum bisogna andare a votare e votare Sì. Per la a prima volta i cittadini possono, attraverso il voto referendario, far pesare il proprio parere sulle scelte energetiche del Governo, ancora tutte incentrate sugli idrocarburi e assolutamente non in linea con le ultime decisioni della COP 21 di Parigi.
Bisogna raggiungere il quorum anche per difendere l’istituto referendario in sé.
L’Arci può e deve fare la sua parte, la sua capillare diffusione sul territorio può essere determinate per raggiungere il quorum.
Per questo voglio invitare tutti i comitati territoriali e i circoli ad aderire ai Comitati referendari del proprio territorio e a contribuire affinché le lotte dei comitati di questi ultimi dieci anni non vengano vanificate dal non raggiungimento del quorum.»
Lino Salvatorelli, commissione Arci nazionale Ambiente e stili di vita


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Luci e ombre del Ddl sul Terzo Settore in discussione al Senato

di Maurizio Mumolo, Reti di Terzo settore e Fondazioni

La riforma della legislazione del terzo settore sta proseguendo, non senza difficoltà, il suo cammino.
Finora l’aula ha approvato gli articoli fino al 5. È interessante notare che il vero dibattito di merito si sta svolgendo in seduta plenaria, prova evidente dell’errore nella scelta di affidare la discussione alla I commissione, che non ha manifestato alcuna competenza sulle problematiche del terzo settore.
Ma vediamo le novità contenute nel testo finora approvato, molto distante da quello iniziale del Governo e anche abbastanza diverso da quello approvato alla Camera.

Nell’art. 1 è contenuta una definizione giuridica di Terzo settore, un termine finora confinato nel solo ambito sociologico: «il complesso degli enti privati costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale e che, in attuazione del principio di sussidiarietà e in coerenza con i rispettivi statuti o atti costitutivi, promuovono e realizzano attività di interesse generale, mediante forme di azione volontaria e gratuita o di mutualità o di produzione e scambio di beni o servizi».

Il testo è in linea con chi sostiene una funzione non economicistica e più sociale del terzo settore.
Nell’art. 2 finalmente è messa sullo stesso piano l’iniziativa economica e il diritto ad associarsi, mentre nel testo della Camera, paradossalmente, l’associazionismo sembrava avere un minore apprezzamento dell’impresa.

Il 3 è uno degli articoli più dibattuti del provvedimento ed anche uno dei più importanti in quanto detta le caratteristiche della futura revisione del libro I del codice civile.

È prevista una semplificazione delle procedure per ottenere il riconoscimento della personalità giuridica superando il regime concessorio attualmente in vigore.

Al comma 1 lett. d) vi è una delle norme più discutibili dell’intero provvedimento ove si prevede che «alle associazioni e alle fondazioni che esercitano stabilmente e prevalentemente attività d’impresa si applichino le norme previste dai titoli V e VI del ibro quinto del codice civile, in quanto compatibili e in coerenza con quanto disposto all’articolo 9 comma 1 lettera e)».

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“Il mare è nostro”: il 2 aprile a Jesi il Comitato Marche “Vota sì per fermare le trivelle”

Sabato 2 aprile, ore 17.30
Circolo “Martiri XX Giugno”, via Roma 25 bis, Jesi

Il mare è nostro. Salviamo la bellezza e la biodiversità dei nostri mari. Vota SÌ al referendum nazionale del 17 aprile.

Interviene: Francesco Montanari, Comitato Marche “Vota sì per fermare le trivelle”

Introduzione: Arci Jesi-Fabriano

Partecipano Libera, ANPI, Legambiente, Italia Nostra, Meetup Spazio Libero Jesi, Sel e altre associazioni e organizzazioni che aderiscono al SÌ per fermare le trivelle.

www.facebook.com/events/757176961085279/

63c1dcd8-6e62-490f-843f-420b7bcb5207 Continua a leggere


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Annullato lo spettacolo “Suonavamo ad Auschwitz”

A causa di motivi di salute riguardanti una delle protagoniste, è stato annullato e rimandato a data da destinarsi “Suonavamo ad Auschwitz”, la lezione-spettacolo prodotta dal Circolo letterario Bel-Ami per far conoscere l’incredibile storia della musica composta nei campi di concentramento, transito e sterminio, e organizzata da Arci Jesi-Fabriano con il Comune di Santa Maria Nuova, l’ANPI di Jesi e Musica Distesa.

Lo spettacolo avrebbre dovuto tenersi sabato 13 febbraio all’Auditorium “Divina Pastora” di Santa Maria Nuova.

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“Suonavamo ad Auschwitz”: una lezione-spettacolo sulla musica composta nei campi di concentramento

Arci Jesi-Fabriano partecipa con il Comune di Santa Maria Nuova, l’ANPI di Jesi e Musica Distesa all’organizzazione di “Suonavamo ad Auschwitz”, una lezione-spettacolo prodotta dal Circolo letterario Bel-Ami per far conoscere l’incredibile storia della musica composta nei campi di concentramento, transito e sterminio.

Lo spettacolo avrà luogo sabato 13 febbraio alle 21 all’Auditorium “Divina Pastora” (Collina di Santa Maria Nuova).

A settant’anni dall’apertura dei cancelli del più famigerato campo di concentramento della storia della Seconda Guerra Mondiale, una serata dedicata a un capitolo misconosciuto dello sterminio non solo degli ebrei, ma anche di Rom, omosessuali, prigionieri di guerra e dissidenti politici.Sono note a tutti le terribili immagini dei deportati, dei prigionieri dei campi di concentramento,transito, prigionia e sterminio: volti scavati, occhi persi nel vuoto, corpi ridotti pelle e ossa.

Quello che pochissimi sanno è che nei campi di concentramento, persa ogni cosa, ogni bene materiale, la salute, il proprio “posto” nel mondo, la propria comunità, la gente faceva musica. Come atto di resistenza, come testamento morale quando non si ha nulla da lasciare ai posteri. Pezzi corali, quando l’unico strumento a disposizione era la voce, o strumentali, quando i nazisti permettevano di tenere uno strumento.Ma non lasciatevi trarre in inganno: questa musica non è una musica solo triste e cupa. Questa musica è jazz, swing, klezmer e cabaret, come nel campo di Westerbork dove ogni settimana grandi cabarettisti tenevano il loro spettacolo.

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Martedì 2 febbraio la prima lezione del corso “Dizione e sviluppo della voce” e del laboratorio “Il gioco del Teatro”

logo_arci2Prenderanno il via domani, 2 febbraio, alle ore 20 con la prima lezione di prova presso i locali del Comitato Arci di Jesi in Piazza Federico II (accanto al Duomo) i due corsi tenuti dalla speaker radiofonica e attrice di teatro Maria Grazia Tiberi e organizzati da Arci Jesi-Fabriano:

  • Corso “Dizione e sviluppo della voce” (durata 24 ore)
  • Laboratorio “Il gioco del Teatro”  (durata 40 ore)

Per informazioni: 3662573870 – 3495934803.


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Corso per Bartender amatoriali con l’associazione Coda di Gallo

L’associazione Coda di Gallo, in collaborazione con Arci Jesi-Fabriano, organizza un corso amatoriale per bantender che si svolgerà nella sede Arci di Jesi in Piazza Federico II (di fianco al Duomo).

Le lezioni si svolgeranno nei seguenti giorni, dalle ore 19.00 alle ore 22.00:

  • Martedì 16 febbraio
  • Giovedì 18 febbraio
  • Martedì 23 febbraio
  • Giovedì 25 febbraio

Per informazioni: 333 57 52 934, codadigallo@gmail.com.

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Sabato 30 la presentazione a Jesi del Rapporto Sbilanciamoci! 2016

Sabato 30 gennario Arci Jesi-Fabriano organizza a Jesi un incontro per presentare il “Rapporto Sbilanciamoci! 2016: Come usare la spesa pubblica per i diritti, la pace e l’ambiente”, la consueta Controfinanziaria elaborata dalla campagna Sbilanciamoci!, a cui aderisce anche l’Arci, che analizza in dettaglio le scelte e i provvedimenti di politica economica e finanziaria del Governo e propone una manovra alternativa di Bilancio con proposte puntali e concrete a favore di un’economia di giustizia, della garanzia dei diritti e dell’inclusione sociale, di un nuovo modello di sviluppo equo e sostenibile.

Interverranno alla presentazione l’economista e collaboratore di Sbilanciamoci! Vincenzo Comito e il responsabile nazionale del settore auto della Fiom Michele De Palma. A introdurre l’incontro che avrà luogo alle 17 nella sala dell’ex II Circosrizione (piazzale San Francesco, Jesi) sarà Tullio Bugari, referente area sociale di Arci Marche.

Il Rapporto è consultabile online all’indirizzo: controfinanziaria.sbilanciamoci.org

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Mercoledì 20 la presentazione del corso “Dizione e sviluppo della voce” e del laboratorio “Il gioco del Teatro”

logo_arci2È prevista per mercoledì 20 gennaio alle ore 21:00, presso i locali del Comitato Arci di Jesi in Piazza Federico II (accanto al Duomo), la presentazione dei due corsi tenuti dalla speaker radiofonica e attrice di teatro Maria Grazia Tiberi e organizzati da Arci Jesi-Fabriano:

  • Corso “Dizione e sviluppo della voce” (durata 24 ore)
  • Laboratorio “Il gioco del Teatro”  (durata 40 ore)

L’incontro di mercoledì, alla presenza della docente, sarà di presentazione e approfondimento dei contenuti dei corsi che verranno avviati orientativamente entro la fine del mese di gennaio.

Per informazioni: 3662573870 – 3495934803


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Arci Jesi-Fabriano e Ciranda presentano il Corso Base di Europrogettazione

europrogettazione_2016Martedì 2 febbraio 2016 alle ore 21:00, presso i locali del Comitato Arci Jesi-Fabriano in Piazza Federico II a Jesi (di fianco al Duomo), prenderà il via il Corso Base di Europrogettazione organizzato da Arci Jesi-Fabriano assieme all’Associazione Ciranda.

Il corso, di durata 50 ore, si svolgerà orientativamente tutti i martedì con orario 21:00-23:00.

Il costo del corso è di 200 euro e sarà necessaria la tessera Arci per l’anno 2016 (per chi non l’avesse già potrà essere sottoscritta al costo di 10 euro).

Per iscriversi al corso è sufficiente scrivere a jesi@arci.it lasciando anche un recapito telefonico, sarete poi ricontattati a ridosso dell’avvio.

Per informazioni ulteriori è possibile chiamare il 3495934803.

 


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Sabato 16 gennaio l’incontro “Immigrazione fra mito e realtà: l’invasione che non c’è”

Si chiude sabato 16 gennaio la breve rassegna “Immigrazione fra mito e realtà”, evento pilota propedeutico alla formulazione di un progetto di scambio giovanile europeo Erasmus+ di prossima presentazione, a cui stanno lavorando l’Arci Jesi-Fabriano e l’Associazione Ciranda.

La rassegna prevedeva tre incontri sul tema dell’immigrazione, dell’inclusione e del pregiudizio:

– Nel primo incontro, svoltosi il 6 dicembre presso il circolo Arci “Casa del Popolo” a Jesi, è stato proiettato il film-documentario “Hotel House” diretto da Giorgio Cingolani, presente in sala, che ha fornito la sua testimonianza diretta. La proiezione è stata seguita con interesse dai numerosi presenti ed ha aperto un acceso dibattito.

– Nel secondo incontro, dal titolo “Migrazioni, lavoro e solidarietà”, svoltosi nella giornata internazionale del migrante – il 18 dicembre – presso l’associazione Casa delle Culture dell’Arci di Jesi, alcune delle associazioni del territorio si sono incontrate per discutere di inclusione e di buone prassi: interessanti gli spunti di riflessione avanzati dalle comunità straniere presenti (ucraina, senegalese, marocchina e congolese) e le testimonianze sia della Cgil in merito alle problematiche del caporalato nei cantieri navali di Ancona, sia degli operatori della Caritas riguardo a delle piccole sperimentazioni di microcredito.
Lo scopo dell’incontro era, anche, quello di avviare nel territorio una rete di collaborazioni tra le associazioni che si occupano di questi temi.

– L’ultimo appuntamento, dal titolo “L’invasione che non c’è”, è in programma sabato 16 gennaio alle ore 17.00 presso Palazzo Pianetti a Jesi, con il patrocinio del Comune; l’Associazione Ciranda proietterà slide e filmati volti a smascherare luoghi comuni e pregiudizi sull’immigrazione. Sarà presente Walter Massa, responsabile Immigrazione e Asilo dell’Arci Nazionale, che darà il suo contributo testimoniando la situazione allo stato attuale dei fatti in Italia.

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