Arci Jesi-Fabriano

Petizione regionale per la piena applicazione della legge 194/78

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Benché siano passati 35 anni dalla sua promulgazione, la legge 194/78 non è ancora pienamente applicata da molte regioni, tra cui le Marche. Il Collettivo Via Libera 194 ha lanciato ufficialmente una petizione per l’applicazione della L. 194/78 nella nostra regione. Questo il comunicato:

 

Il 22 maggio 1978 viene promulgata la legge 194 allo scopo di promuovere la tutela sociale della maternità, il diritto alla procreazione cosciente e responsabile e regolamentare l’interruzione volontaria di gravidanza.

La legge 194/78 è confermata con consultazione referendaria il 17 maggio 1981.

A 35 anni dalla sua approvazione, la legge 194/78 non viene ancora pienamente applicata da molte Regioni, a causa dei tagli alle risorse da destinarsi ai consultori e servizi sociosanitari ed alte percentuali di obiezione di coscienza di medici e personale sanitario.

Tutto questo a scapito del diritto alla salute della donna e a svantaggio del personale non obiettore che, spesso, non è sostenuto dalle strutture ospedaliere in cui opera.

Per questo, il Collettivo Via Libera 194 lancia ufficialmente una petizione da presentare alla Regione Marche, affinché vengano garantiti i diritti sociosanitari legati alla salute riproduttiva della donna sanciti dalla Legge 194/78.

Ad oggi la petizione è sostenuta dai seguenti soggetti co-promotori: Comitato “Se non Ora quando-13 Febbraio di Ancona”, U.D.I. – Unione donne in Italia – sede di Jesi, AIED –Associazione Italiana Educazione Demografica, gruppo di Ascoli Piceno, ass. Luca Coscioni di Ancona, ass. Ambasciata dei diritti Marche di Jesi e di Ancona, Casa delle culture di Jesi, Casa delle donne di Jesi, Ya Basta Marche, Spazio Comune Autogestito TnT di Jesi, Emergency-gruppo di Jesi e di Fabriano, ass. SpaziOstello Onlus di Jesi, ass. La strada di Sergio di Jesi, Centro Studi Libertari “Luigi Fabbri” di Jesi, Reasonanz Associazione Culturale, Comune e Assessorato alle Pari Opportunità di Santa Maria Nuova (AN), ANPI – sezione di Jesi, SEL Fabriano, ass. Artemisia – Fabriano, Pdci Jesi – Sezione O. Capecci, Pdci Ancona – Sezione T. Modotti, CGIL Territoriale di Ancona, ACU Gulliver – Sinistra Universitaria – Ancona, PRC – Circolo Karl Marx di Jesi, ARCI – Comitato territoriale Jesi-Fabriano.

Quattro sono le richieste

  • la piena applicazione della legge 194/78;
  • il potenziamento dei consultori pubblici e della rete pubblica dei servizi sociosanitari;
  • l’affidamento al Difensore civico della Regione Marche dei compiti diraccolta delle segnalazioni di inattuazione della L. 194/78 e monitoraggio annuale del numero di obiettori di coscienza per categoria professionale nelle strutture ospedaliere e consultoriali della Regione;
  • l’adozione di linee guida regionali per la somministrazione in day hospital della pillola RU486 per l’aborto farmacologico, come previsto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e già applicato nelle regioni Umbria, Toscana ed Emilia Romagna oltre che in Francia, Germania, e Gran Bretagna.

Perché una petizione
A luglio 2012, nell’ospedale di Jesi, gli interventi di IVG sono stati sospesi in seguito all’obiezione di coscienza sollevata da tutti i ginecologi della struttura. Ci sono voluti ben 9 mesi prima che la Regione Marche si adoperasse per riattivare il servizio e per ripristinare così lo stato di legalità nell’ospedale jesino, oltretutto in maniera parziale e precaria.

Inoltre, nelle città di Fermo e Fano, viene tutt’oggi negata alle donne la possibilità di interrompere la gravidanza nell’ospedale pubblico cittadino, nonostante gli enti ospedalieri siano tenuti ad assicurare gli interventi di IVG e le Regioni siano obbligate a controllare e garantire l’attuazione della Legge 194/78.

La piena attuazione comprende, inoltre, i servizi di prevenzione e tutela della salute, della sessualità della donna e della maternità responsabile forniti dai consultori pubblici, il cui ruolo, così come delineato dalla Legge 194/78 è oggi, decisamente compromesso.

Come firmare la petizione

  • scarica la petizione dal nostro blog http://vialibera194.wordpress.com, stampa, firma e fai firmare, infine, contattaci via mail –vialibera194@gmail.com – per sapere qual è il “punto 194” più vicino a cui consegnare le firme.
  • ai banchetti “punto 194”: sul blog e sulla nostra pagina Facebook indicheremo dove e quando sono previsti.
  • presso le sedi dei soggetti promotori della petizione.

Come aderire e diventare soggetto co-promotore della petizione 
Comunicando la vostra adesione via mail – vialibera194@gmail.com – e indicando l’esatta dicitura con cui volete essere menzionati. L’elenco aggiornato dei co-promotori è pubblicato QUI.

Come diventare “punto 194”
Per garantire la diffusione capillare della petizione e agevolare la raccolta delle firme chiediamo ai soggetti promotori di mettere a disposizione, se possibile, la propria sede quale punto di raccolta delle firme o di organizzare dei banchetti. Comunicateci la vostra disponibilità, indirizzo e un recapito telefonico, li indicheremo sul nostro blog.

A questo proposito ricordiamo che la sede della Casa delle Donne e della Casa delle Culture di Jesi (presso la IV circoscrizione, via Colocci 6, primo piano) è diventata un “punto 194” in cui poter firmare la petizione. Il punto 194 di via Colocci è aperto il lunedì dalle 16 alle 19, il martedì dalle 9.30 alle 12 e il venerdì dalle 9.30 alle 12. Per maggiori informazioni è possibile chiamare il numero 366 48 18 366.

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